Notte bianca iPhone: tutti i negozi aperti.

Ecco l’elenco di tutti i negozi aperti per la notte bianca dell’iPhone.
La notte tra il 24 e il 25 Ottobre in Italia comincerà la commercializzazione dei nuovi iPhone, il 5C e il 5S.

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Ancona – via F. Scataglini, 7;
Aprilia – SS 148 Pontina, svincolo Via Mascagni – c/o Parco Comm.le “Aprilia”;
Arezzo – Via Località Ripa di Olmo, 137;
Bologna – Lame – via C. Colombo, 7/30 – c/o Centro Comm.le “Navile”;
Casalecchio di Reno – via A. Moro, 50 – c/o Centro Comm.le “La Meridiana”;
Castelletto Ticino – via del Lago, 1; Castenedolo – via Beato Lodovico Pavoni, 9;
Ciampino – viale J. F. Kennedy, 88; Conegliano – viale Italia, 207;
Forlì Mega – c.so della Repubblica, 144; Legnano – viale Sabotino, 271; Mestre – via Pionara, 16 – loc. Terraglio;
Milano Canonica – via Luigi Canonica, 55; Misano – Adriatico – S.S. 16 Adriatica, 161/A;
Parma c/o “Centro Torri” – via San Leonardo, 69/A; Perugia – via Settevalli 326/A;
Prato – via Enrico Berlinguer – angolo Viale Leonardo da Vinci;
Reggio Emilia – via F.lli Cervi, 32;
Roma Marconi – viale Guglielmo Marconi, 133-133/A;
Roma – via di Torrevecchia 901;
Rovigo – via Della Cooperazione; Verona – via Preare, 5P

Puoi leggere l’elenco completo qui.

iPhone 5S e 5C i nuovi Smartphone di casa Apple che butta via il 5.

Esce dal mercato l’iPhone 5 per fare spazio ai due nuovi smartphone il 5S e il 5C.
Rimarrà ancora invece il 4s.

L’iPhone 5C dovrebbe essere il primo iPhone low cost, ci sono dei dubbi però sul fatto che anche in Italia riuscirà ad arrivare ad un prezzo abbordabile.
Inoltre sarà un iPhone colorato. Già disponibile in 5 colori (verde, azzurro, giallo, rosa e bianco) e monterà naturalmente iOs 7 il nuovo sistema operativo di casa Apple.

iPhone 5c

L’iPhone 5s invece dovrebbe farvi dimenticare il 5 visto che sarà ritirato dal mercato.
La profondità sarà 7,6 millimetri, il peso 112 grammi. Il processore dovrebbe essere fino a 40 volte più veloce del predecessore.
Migliorata anche la fotocamera.
Sarà disponibile in 3 colori: Grigio Siderale, Oro e Argento.

iphone 5s

Se la gente sapesse come vengono prodotti i loro iPod e i loro iPad

Negli ultimi dieci anni, Apple è diventata una delle aziende più potenti, più ricche e di maggior successo al mondo. Apple e la sua alta tecnologia – così come decine di altre industrie americane – hanno raggiunto un ritmo di innovazione quasi senza pari nella storia moderna.

Tuttavia, secondo le testimonianze dei dipendenti, dei loro difensori e stando ai documenti delle imprese stesse, per costruire iPhone, iPad e altri prodotti, i lavoratori operano spesso in condizioni difficili. I problemi sono vari, ma quelli più seri riguardano la sicurezza. E non è un caso, infatti, che nelle diverse fabbriche cinesi dell’azienda si verifichino degli incidenti mortali.

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In alcuni casi i dipendenti lavorano sette giorni su sette e vivono in dormitori affollati. Alcuni dicono di stare talmente tanto tempo in fabbrica da non riuscire a camminare per il gonfiore alle gambe. Fra le altre cose, la Apple si è servita di minorenni e pare che i fornitori dell’azienda abbiano smaltito rifiuti pericolosi illegalmente e falsificato documenti.

Ma la cosa più preoccupante, denunciata da alcuni gruppi di pressione cinesi, è il “disprezzo per i lavoratori”. Due anni fa, 137 lavoratori di un fornitore di Apple in Cina orientale sono rimasti feriti dopo che era stato loro ordinato di usare una sostanza chimica velenosa per pulire schermi degli iPhone.

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Negli ultimi sette mesi dell’anno scorso, due esplosioni nelle fabbriche iPad, compresa quella a Chengdu, hanno ucciso quattro persone ferendone 77. Prima di quegli incidenti, Apple era stato avvertito delle condizioni pericolose all’interno dello stabilimento di Chengdu.

I dirigenti attuali e quelli passati di Apple, sostengono che l’azienda abbia fatto passi significativi nel migliorare le condizioni nelle proprie fabbriche negli ultimi anni. Apple ha un codice di condotta dei fornitori in materia di lavoro e di sicurezza. L’azienda ha messo in atto una vigorosa campagna di controllo, e quando gli abusi vengono scoperti, assicura Apple, vengono presi provvedimenti.

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Più della metà dei fornitori controllati da Apple hanno violato almeno uno degli aspetti del codice di condotta ogni anno dal 2007, secondo i rapporti di Apple, e in alcuni casi hanno violato la legge. Anche se tante violazioni riguardano le condizioni di lavoro, piuttosto che la sicurezza, i dati sono comunque preoccupanti.

Pare che internamente all’azienda i dirigenti vogliano impegnarsi per migliorare le condizioni dei lavoratori nelle fabbriche, ma che questo aspetto passi in secondo piano rispetto, ad esempio, alla necessità di consegnare rapidamente i prodotti.

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Il problema è, soprattutto, che trovare nuovi fornitori richiede tempo e soldi. Foxconn è uno dei pochi produttori al mondo in grado di costruire un numero sufficiente di iPhone e iPad per il mercato. Quindi Apple “non lascerà né Foxconn, né la Cina”, ha detto Heather White, un ricercatore di Harvard ed ex membro del Comitato internazionale di monitoraggio Labor Standards presso l’Accademia Nazionale delle Scienze.

I SUICIDI DELLA FABBRICA FOXCONN APPLEI SUICIDI DELLA FABBRICA FOXCONN APPLE

Nel 2010, Steve Jobs discusse i rapporti dell’azienda con i fornitori in una conferenza del settore. “Credo davvero che Apple sia una delle migliori società del settore, e forse di tutti i settori, nel comprendere le condizioni di lavoro nella propria catena di fornitura”, aveva dichiarato Jobs, l’ex amministratore delegato di Apple morto lo scorso ottobre. “Voglio dire, queste fabbriche hanno ristoranti, cinema, ospedali e piscine”.

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Sebbene i lavoratori riconoscano l’esistenza di queste strutture, si lamentano delle terribili condizioni in cui sono costretti a operare. “Stiamo cercando davvero di rendere le cose migliori”, dice un ex dirigente di Apple. “Ma la gente sarebbe molto turbata se vedesse da dove viene il suo iPhone”.

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APPLE SUPERA EXXON PER CAPITALIZZAZIONE MERCATO: È PRIMA SOCIETÀ USA
(LaPresse/AP) – Apple ha superato Exxon per capitalizzazione di mercato, diventando la prima società degli Stati Uniti per valore. All’avvio degli scambi a Wall Street le azioni Apple hanno guadagnato circa il 7% portando il valore del gruppo a 448,79 miliardi di dollari, contro un ribasso dell’1% di Exxon la cui capitalizzazione di mercato si aggira intorno a 413 miliardi di dollari. Il risultato arriva dopo una trimestrale da record della società di Cupertino, diffusa ieri. È la seconda volta che Apple sorpassa Exxon, in testa dal 2005. Il primo sorpasso era avvenuto ad agosto, ma poi Apple era tornata in seconda posizione.

E se Jobs fosse nato a Napoli ?

LA STORIA COMPLETA Steve Jobs è cresciuto a Mountain View, nella contea di Santa Clara, in California. Qui, con il suo amico Steve Wozniak, fonda la Apple Computer, il primo aprile del 1976. Per finanziarsi, Jobs vende il suo pulmino Volkswagen, e Wozniak la propria calcolatrice. La prima sede della nuova società fu il garage dei genitori: qui lavorarono al loro primo computer, l’Apple I. Ne vendono qualcuno, sulla carta, solo sulla base dell’idea, ai membri dell’Homebrew Computer Club. Con l’impegno d’acquisto, ottengono credito dai fornitori e assemblano i computer, che consegnano in tempo. Successivamente portano l’idea ad un industriale, Mike Markkula, che versa, senza garanzie, nelle casse della società la somma di 250.000 dollari, ottenendo in cambio un terzo di Apple. Con quei soldi Jobs e Wozniak lanciano il prodotto. Le vendite toccano il milione di dollari. Quattro anni dopo, la Apple si quota in Borsa.

Mettiamo che Steve Jobs sia nato in provincia di Napoli. Si chiama Stefano Lavori. Non va all’università, è uno smanettone. Ha un amico che si chiama Stefano Vozzini. Sono due appassionati di tecnologia, qualcuno li chiama ricchioni perchè stanno sempre insieme. I due hanno una idea. Un computer innovativo. Ma non hanno i soldi per comprare i pezzi e assemblarlo. Si mettono nel garage e pensano a come fare. Stefano Lavori dice: proviamo a venderli senza averli ancora prodotti. Con quegli ordini compriamo i pezzi. Mettono un annuncio, attaccano i volantini, cercano acquirenti. Nessuno si fa vivo. Bussano alle imprese: “volete sperimentare un nuovo computer?”. Qualcuno è interessato: “portamelo, ti pago a novanta giorni”. “Veramente non ce l’abbiamo ancora, avremmo bisogno di un vostro ordine scritto”.

Gli fanno un ordine su carta non intestata. Non si può mai sapere. Con quell’ordine, i due vanno a comprare i pezzi, voglio darli come garanzia per avere credito. I negozianti li buttano fuori. “Senza soldi non si cantano messe”. Che fare? Vendiamoci il motorino. Con quei soldi riescono ad assemblare il primo computer, fanno una sola consegna, guadagnano qualcosa. Ne fanno un altro. La cosa sembra andare. Ma per decollare ci vuole un capitale maggiore. “Chiediamo un prestito”. Vanno in banca. “Mandatemi i vostri genitori, non facciamo credito a chi non ha niente”, gli dice il direttore della filiale. I due tornano nel garage. Come fare? Mentre ci pensano bussano alla porta. Sono i vigili urbani. “Ci hanno detto che qui state facendo un’attività commerciale. Possiamo vedere i documenti?”. “Che documenti? Stiamo solo sperimentando”. “Ci risulta che avete venduto dei computer”. I vigili sono stati chiamati da un negozio che sta di fronte. I ragazzi non hanno documenti, il garage non è a norma, non c’è impianto elettrico salvavita, non ci sono bagni, l’attività non ha partita Iva. Il verbale è salato. Ma se tirano fuori qualche soldo di mazzetta, si appara tutto. Gli danno il primo guadagno e apparano. Ma il giorno dopo arriva la Finanza. Devono apparare pure la Finanza. E poi l’ispettorato del Lavoro. E l’ufficio Igiene.

Il gruzzolo iniziale è volato via. Se ne sono andati i primi guadagni. Intanto l’idea sta lì. I primi acquirenti chiamano entusiasti, il computer va alla grande. Bisogna farne altri, a qualunque costo. Ma dove prendere i soldi? Ci sono i fondi europei, gli incentivi all’autoimpresa. C’è un commercialista a Napoli che sa fare benissimo queste pratiche. “State a posto, avete una idea bellissima. Sicuro possiamo avere un finanziamento a fondo perduto almeno di 100mila euro”. I due ragazzi pensano che è fatta. “Ma i soldi vi arrivano a rendicontazione, dovete prima sostenere le spese. Attrezzate il laboratorio, partire con le attività, e poi avrete i rimborsi. E comunque solo per fare la domanda dobbiamo aprire la partita Iva, registrare lo statuto dal notaio, aprire le posizioni previdenziali, aprire una pratica dal fiscalista, i libri contabili da vidimare, un conto corrente bancario, che a voi non aprono, lo dovete intestare a un vostro genitore. Mettetelo in società con voi. Poi qualcosa per la pratica, il mio onorario. E poi ci vuole qualcosa di soldi per oliare il meccanismo alla regione. C’è un amico a cui dobbiamo fare un regalo sennò il finanziamento ve lo scordate”. “Ma noi questi soldi non ce li abbiamo”. “Nemmeno qualcosa per la pratica? E dove vi avviate?”.

I due ragazzi decidono di chiedere aiuto ai genitori. Vendono l’altro motorino, una collezione di fumetti. Mettono insieme qualcosa. Fanno i documenti, hanno partita iva, posizione Inps, libri contabili, conto corrente bancario. Sono una società. Hanno costi fissi. Il commercialista da pagare. La sede sociale è nel garage, non è a norma, se arrivano di nuovo i vigili, o la finanza, o l’Inps, o l’ispettorato del lavoro, o l’ufficio tecnico del Comune, o i vigili sanitari, sono altri soldi. Evitano di mettere l’insegna fuori della porta per non dare nell’occhio. All’interno del garage lavorano duro: assemblano i computer con pezzi di fortuna, un po’ comprati usati un po’ a credito. Fanno dieci computer nuovi, riescono a venderli. La cosa sembra poter andare.

Ma un giorno bussano al garage. E’ la camorra. Sappiamo che state guadagnando, dovete fare un regalo ai ragazzi che stanno in galera. “Come sarebbe?”. “Pagate, è meglio per voi”. Se pagano, finiscono i soldi e chiudono. Se non pagano, gli fanno saltare in aria il garage. Se vanno alla polizia e li denunciano, se ne devono solo andare perchè hanno finito di campare. Se non li denunciano e scoprono la cosa, vanno in galera pure loro. Pagano. Ma non hanno più i soldi per continuare le attività. Il finanziamento dalla Regione non arriva, i libri contabili costano, bisogna versare l’Iva, pagare le tasse su quello che hanno venduto, il commercialista preme, i pezzi sono finiti, assemblare computer in questo modo diventa impossibile, il padre di Stefano Lavori lo prende da parte e gli dice “guagliò, libera questo garage, ci fittiamo i posti auto, che è meglio”. I due ragazzi si guardano e decidono di chiudere il loro sogno nel cassetto. Diventano garagisti. La Apple in provincia di Napoli non sarebbe nata, perchè saremo pure affamati e folli, ma se nasci nel posto sbagliato rimani con la fame e la pazzia, e niente più.

Apple videoblog 132 – Final Cut: effetto copertura dei volti (2° metodo)

Se ricordate bene, nel precedente episodio su Final Cut, avevamo visto un pratico metodo per coprire gli occhi o comunque elementi dei volti delle persone nei nostri video, così da poter mostrare i filmati ad un pubblico molto ampio pur preservando la privacy delle persone in esso ritratte. In questo episodio, invece, vedremo un altro metodo, sempre pratico, semplice ma un po’ più complesso del precedente, per coprire l’intero volto: molto utilizzato in televisione, la resa di un volto irriconoscibile tramite sfocatura o cristallizzazione dello stesso.

Apple videoblog 130 – Mac OS X: tutte le gestures multitouch di Snow Leopard

Come detto da Apple stessa, una delle principali 250 nuove funzionalità di OS X Lion è il supporto al multitouch, ereditato da iOS. Tuttavia, anche in Snow Leopard e Leopard le troviamo: è con Leopard infatti che, nel 2006/2007, cominciano a venir venduti i primi MacBook con trackpad multitouch. Grazie alle gestures multitouch il lavoro diventa più fluido, veloce, e grazie ai nuovi strumenti di input (Magic Mouse e Magic Trackpad), tutti i tipi di Mac posso sfruttare questa funzione. In questo episodio ci concentreremo su tutte le gestures multitouch di Snow Leopard (e, in parte, di Leopard).